I Racconti di Terramare: RECENSIONE
Come molti di voi già sapranno la storia della pellicola è un libero adattamento di alcuni romanzi di Ursula Le Guin ambientati nel fantastico mondo di Terramare, in particolare dei libri 3° e 4° della serie. Il legame che questi romanzi hanno con lo Studio Ghibli è però molto vecchio: già negli anni ‘80 Miyazaki padre li apprezzò molto e pensò di trarne un film (Goro del resto ha dichiarato di averli conosciuti negli anni del liceo) poi accantonato per vari motivi. Si tornò all’idea una ventina di anni dopo, quando l’autrice aveva conosciuto, e apprezzato, le opere del maestro giapponese. Alla proposta di adattamento questa si mostrò entusiasta ma la sua felicità scemò al sapere che avrebbe diretto il film non Hayao Miyazaki ma suo figlio Goro. La delusione di non avere un magnum nomen alla regia del film tratto dai suoi libri si acuì dopo aver visto l’opera, che criticò duramente per aver snaturato l’essenza dei suoi libri (non lecito adattamento della sceneggiatura alle proprie esigenze, no ?). È con di fronte questa pesante critica e molte altre pervenute da un po’ tutta la critica mondiale che ci accingiamo a recensire l’esordio cinematografico di Goro Miyazaki.
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